A "ReStart" la guerra russo-ucraia e i suoi costi
- Lorenzo Mainieri
- 14 mar 2022
- Tempo di lettura: 2 min

C’è il conflitto russo-ucraino con i suoi aspetti economici, geopolitici e militari nella puntata di Restart - L’Italia ricomincia da te in onda alle 23:30 su Rai Due.
Con un’intervista al Generale Claudio Graziano, Presidente del Comitato militare Ue la conduttrice Annalisa Bruchi insieme al Vicedirettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo approfondirà gli aspetti militari del conflitto, dalla spesa per gli armamenti alla possibilità di un esercito comune europeo, passando per la minaccia atomica. Siamo vicini a una terza guerra mondiale? Le ambizioni di Putin si fermeranno al Donbass e alla Crimea?
Si parlerà anche dell’impatto della guerra sull’economia europea, a quattro giorni dal vertice informale dei leader dell’Unione europea a Versailles. Il peso politico e le ripercussioni delle sanzioni, le strategie per uscire dalla dipendenza energetica e il ruolo della Ue nel conflitto saranno al centro del dibattito con Ferdinando Nelli Feroci, Ambasciatore e Presidente dell’Istituto Affari Internazionali, il Generale Vincenzo Camporini e il direttore dell’AGI Mario Sechi. Un contributo internazionale arriverà dai corrispondenti esteri e dal Direttore dell’Odessa, Journal Ugo Poletti.
Con Luigi Scordamaglia, Consigliere Delegato di Filiera Italia; il Deputato del Partito Democratico, Andrea Romano; l’imprenditore e Presidente di Confimi industria, Paolo Agnelli e Roberto Sommella, Direttore di Milano Finanza, si approfondiranno quindi tutti gli aspetti economici del conflitto, dalla crisi delle materie prime alle ripercussioni delle nuove sanzioni contro la Russia. Sarà necessario ripensare a una nuova formula del Pnrr per attutire le conseguenze della crisi? Alla lavagna del programma Carlo D’Ippoliti illustrerà l’impatto dei rincari dell materie prime sulla vita degli italiani.
Le sedici puntate di ReStart - L’Italia ricomincia da te andate in onda hanno registrato una media di 273.000 telespettatori circa pari al 2,6 % di share.




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