"Il fattore umano": La procedura
- Lorenzo Mainieri
- 11 set 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 29 lug 2024

Il Texas è ancora uno degli Stati dove il consenso verso la pena di morte è più elevato. Nella cittadina di Huntsville, la vita ruota intorno al carcere chiamato Walls Unit, la più antica prigione statale. All’interno della struttura si trova la camera delle esecuzioni, quella maggiormente attiva negli Stati Uniti: sono infatti cinquecentoottantatre i detenuti giustiziati dal 1982 al Marzo di quest’anno. A Prison City, come la cittadina di villette viene chiamata, una famiglia su due ha almeno una persona che lavora per il sistema penitenziario.
La procedura di Luigi Montebello, realizzato per Il fattore umano, in onda alle ore 23:15 su Rai Tre, con la collaborazione di Tommaso Javidi e Irene Sicurella, racconterà la pena di morte attraverso il punto di vista di ex direttori di carceri, guardie carcerarie come Jim Willet e Buster McWhorter che rispettivamente hanno partecipato a ottantanove e centonovantasette esecuzioni, e avvocati e giornalisti che per lavoro si trovano a dover assistere all'esecuzione e ne restano segnati per sempre. La pratica della pena di morte non cessa di provocare sdegno e interrogativi. Un medico anestesista e docente di etica della medicina ha dimostrato come la morte inflitta con questa pratica non sia affatto dolce.
Molte case farmaceutiche hanno deciso di non fornire prodotti per l’iniezione letale e questo ha esposto negli anni i condannati a esperimenti con mix di farmaci inadeguati, spesso reperiti da fornitori inaffidabili. Il boicottaggio farmaceutico ha ottenuto in alcuni casi la sospensione o il rinvio di esecuzioni già fissate, ma ha anche spinto alcuni Stati a ricorrere a metodi desueti. Come in South Carolina dove una nuova legge approvata dal Parlamento nel 2021 consente al condannato di scegliere come morire, se sulla sedia elettrica o per fucilazione.
Ad accompagnare i telespettatori attraverso questo viaggio all'inferno sarà la voce narrante di Antony Graves, detenuto in carcere per diciotto anni, dodici dei quali nel braccio della morte in Texas, condannato per un crimine mai commesso. Ha raccontato la sua storia in un libro e oggi è un attivista che si batte per la riforma del sistema penitenziario americano.




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