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"Passato e Presente": 1946, la nascita della Repubblica


È dal 1944, in piena guerra, che in Italia si discute della questione istituzionale: se il Paese, cioè, debba continuare a essere una Monarchia o diventare una Repubblica. I partiti che formano il Comitato di Liberazione Nazionale chiedono al Re Vittorio Emanuele III di abdicare, per la troppa contiguità avuta con il regime fascista durante il ventennio. Una pagina di storia riletta da Paolo Mieli e dalla Professoressa Isabella Insolvibile a Passato e Presente, in onda alle 13:15 su Rai Tre.


A sorpresa è Palmiro Togliatti, appena tornato in Italia dall'Unione Sovietica, a proporre di rimandare la questione istituzionale a dopo la fine della guerra. È la cosiddetta Svolta di Salerno. Al termine del conflitto si discute se a decidere tra Monarchia e Repubblica debba essere un referendum a suffragio universale o l'Assemblea costituente, il primo parlamento dell'Italia libera che ha il compito di redigere la nuova Costituzione. Alla fine, prevale l'idea di Alcide De Gasperi, che vuole un Referendum da tenersi nello stesso giorno in cui si elegge l'Assemblea costituente.

La data scelta è il 2 Giugno. Quel giorno, l'89 % degli italiani aventi diritto si reca alle urne per votare. Lo spoglio delle schede è lungo e tormentato, ma alla fine la Repubblica prevale con oltre dodici milioni e settecento mila voti, due milioni più della monarchia. Una contestazione sul meccanismo di conteggio dei voti crea un contrasto tra la Monarchia e il Governo e rischia anche di esasperare le forti divisioni presenti nel Paese, soprattutto tra nord e sud. Il 13 Giugno, per evitare ulteriori lacerazioni, il Re Umberto II decide di lasciare il paese per l'esilio, senza però riconoscere formalmente la Repubblica.

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