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"PresaDiretta": Salviamo la sanità pubblica

Aggiornamento: 4 set 2023


I medici e gli infermieri sono pochi e i loro stipendi troppo bassi. Mancate prestazioni specialistiche, mancate diagnosi, mancati screening, mancata assistenza territoriale. Sempre più spesso gli italiani devono pagare le cure di tasca loro. E chi non ha i soldi per farlo, ormai non si cura più. La salute è ancora un diritto nel nostro Paese? PresaDiretta propone un viaggio drammatico nella lenta agonia del Servizio Sanitario Nazionale. In studio, ospite di Riccardo Iacona per approfondire con gli ultimi dati la crisi del nostro sistema sanitario, Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe.


Le telecamere della trasmissione hanno attraversato l’Italia, da sud a nord, per parlare col personale sanitario e con i pazienti, è entrata negli ospedali pubblici, negli ambulatori e nelle cliniche private. A cominciare dalla Calabria e la Basilicata, dove i servizi sanitari sono svuotati e moltissime famiglie ormai hanno rinunciato a curarsi. Ma la crisi della sanità pubblica ormai è diffusa in tutto il Paese: negli ultimi dieci anni sono stati tagliati trentasettemila posti letto, si sono dilatati a dismisura i tempi di attesa per tac, mammografie, interventi e visite specialistiche, è aumentato il rischio per i pazienti con le patologie più gravi, come gli oncologici.


Il programma ha raccolto anche l’allarme di medici e infermieri. Mancano centocinquantamila medici e trecentomila infermieri rispetto alle medie dei Paesi europei dove la sanità pubblica è più sviluppata, che andrebbero assunti nei prossimi dieci anni per riempire i buchi in organico e i pensionamenti. I turni sono massacranti e gli stipendi troppo bassi, tanto che da un sondaggio condotto dal principale sindacato dei medici ospedalieri è emerso che un medico su tre se potesse, lascerebbe la sanità pubblica. Poi c’è l’emergenza nell’emergenza, quella dei medici dei Pronto Soccorso italiani, se ne perdono circa cento ogni mese: lasciano la linea del fronte, semplicemente non ce la fanno più.

E tra i pazienti chi può, paga. Nel 2021 la spesa privata dei cittadini italiani che hanno messo mano al portafoglio pagando di tasca propria le cure, è stata di trentasette miliardi di euro. Ed è in forte crescita anche la spesa sanitaria erogata attraverso fondi integrativi e assicurazioni private, come per esempio quelle stipulate dai datori di lavoro per i propri dipendenti. La sanità privata e quella in convenzione diventano sempre più forti e quella pubblica si impoverisce.


Le telecamere della trasmissione, infine, sono andate a vedere come funziona e quanto costa mandare avanti un grande polo ospedaliero pubblico, il Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Qui si effettuano ogni anno quarantanovemila ricoveri e più di tre milioni e trecentomila prestazioni specialistiche, un ospedale pubblico con più di millecinquecento posti letto, dove il cittadino paga solo il costo del ticket e riceve cure di altissimo livello. Un esempio di sanità pubblica d’eccellenza. Anche da qui arriva un grido di allarme: i soldi non bastano più. Ma la tutela della salute non era un diritto sancito dalla nostra Costituzione?

Le sette puntate di PresaDiretta andate in onda hanno registrato una media di 1.079.000 telespettatori circa pari al 5,5 % di share.

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