"Wonderland": Rai 70
- Lorenzo Mainieri
- 2 gen 2024
- Tempo di lettura: 2 min

La Rai, Radio Televisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive: con queste parole, l’annunciatrice Fulvia Colombo inaugura l’inizio delle trasmissioni la mattina del 3 Gennaio 1954.
Tra rotocalco, teatro, intrattenimento musicale e cronaca sportiva, il primo giorno di televisione italiana è già un biglietto da visita al catalogo di generi, nomi e volti che caratterizzeranno il servizio pubblico televisivo negli anni a venire. In occasione del settantesimo compleanno della Rai, alle 23:15 su Rai4, la trasmissione dedicherà una puntata speciale alla Storia del servizio pubblico televisivo italiano, esplorando quei temi e quei linguaggi cari all’immaginario del magazine.
Attraverso preziosi materiali d’archivio, le interviste che hanno fatto la storia del programma e le rubriche che negli anni lo hanno arricchito, Wonderland rievocherà alcuni momenti cardine della televisione pubblica, a cominciare dallo sbarco dell’uomo sulla luna con un’intervista al giornalista Tito Stagno, la storica voce della telecronaca dell’allunaggio, che il magazine di Rai Cultura ha incontrato nel 2019 al Trieste Science+Fiction Festival.
Lo sceneggiato è stato parte fondamentale dell’opera di alfabetizzazione svolta dalla Tv di Stato negli anni del Boom economico. Ma già dagli Anni Sessanta, con la nascita della Seconda Rete, si sono aperti nuovi spazi alla sperimentazione linguistica e di genere, come è accaduto con l’opera di Ugo Gregoretti Uova fatali, sceneggiato in due puntate dalle pionieristiche soluzioni tecniche, ispirato all’omonimo romanzo fantastico di Michail Bulgakov.
Appartiene, invece, alla rubrica Gotico catodico della prima puntata dell’edizione 2019/2020 lo speciale dedicato all’attore Ugo Pagliai, protagonista dello sceneggiato gotico/fantastico per antonomasia, Il segno del comando, e del giallo storico L’amaro caso della baronessa di Carini, dei quali è lo stesso Pagliai a parlare in un’intervista del 2019.
Infine si ripercorrerà la nascita, sul finire degli Anni Ottanta, della cosiddetta Tv della realtà con lo spuntare di nuovi format di rigorosa inchiesta giornalistica che si contaminano con le forme narrative dell’intrattenimento di genere. Titolo di punta di questo filone, Telefono giallo ha saputo innovare il linguaggio televisivo, ma ha fatto anche affiorare nuovi elementi di prova su diversi casi affrontati. Il magazine ha raccolto la preziosa testimonianza del conduttore e autore Corrado Augias in un’intervista di quest’anno.
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